Tennis: tra passione e “American dream”

Tennis: tra passione e “American dream”

Pubblichiamo oggi un articolo, l’intervista doppia ad Alessia Terlizzi e Martina Magoni, che era stato scritto qualche mese fa ma era poi andato inspiegabilmente perduto nei meandri del web… Lo facciamo anche per augurare buon viaggio ad Alessia Terlizzi, che proseguirà i suoi studi negli Stati Uniti d’America.

Oggi siamo in compagnia di due studentesse e atlete del nostro istituto che hanno una grande passione in comune: il tennis. In questa intervista conosceremo Alessia e Martina ed entreremo un po’ nel loro mondo. 

Alessia Terlizzi, classe 2003, frequenta il quinto anno di Liceo Linguistico ed è una ragazza ambiziosa e determinata, farebbe qualsiasi cosa per seguire il suo sogno: ne è la dimostrazione il fatto che, a soli 14 anni, si è trasferita da sola da Andria (Puglia) fino a Brescia per giocare in un’accademia di tennis. Lei stessa ci ha riferito che questa esperienza la sta facendo crescere molto, sia a livello sportivo sia personale, e le permette di essere più responsabile e sicura di sé. 

Martina Magoni invece frequenta il terzo anno del liceo delle Scienze Umane e si è innamorata del tennis all’età di 7 anni. Con il tempo la sua passione verso questo sport è aumentata sempre di più, tanto che ora lo considera il suo “migliore amico”, con cui può divertirsi e sfogarsi.

Entrambe praticano tennis a livello agonistico che, come ci hanno spiegato, è ben diverso da quello amatoriale. Martina ha poi aggiunto: “La differenza sta nel fatto che facendo tennis agonistico si va incontro a gare, che richiedono un maggiore allenamento e sforzo mentale; mentre quello amatoriale ne richiede meno e il suo principale scopo è divertirsi e non vincere tornei”.

Dopo questa breve presentazione, veniamo alle domande che abbiamo rivolto loro e che vi permetteranno di conoscerle meglio.

È difficile organizzare lo studio praticando tennis a questo livello?

Entrambe ci hanno risposto che all’inizio non è stato per nulla semplice, però con il tempo sono riuscite a sviluppare un livello di organizzazione non indifferente.

Alessia infatti ci ha detto: “Riesco quasi sempre a trovare il giusto equilibrio tra i vari impegni, per questo mi ritengo molto responsabile. Devo ammettere però che spesso sono costretta a fare delle rinunce, a partire dalle ore di sonno alle uscite con gli amici.”

Come ha influito il COVID-19 sui ritmi di allenamento?

“La prima ondata di COVID-19 è stata dura per tutti, anche a causa del blocco forzato di tutte le attività sportive. Noi tennisti siamo stati fortunati perché il nostro sport, insieme a pochi altri, è stato uno dei primi a riprendere.”

Martina ha aggiunto che ha impiegato del tempo a riacquistare il ritmo; poi però, allenamento dopo allenamento, è tornata la stessa di prima.

A causa di questa pandemia sono cambiati diversi aspetti nel mondo dello sport. Alessia ci ha spiegato che a fine partita i giocatori erano soliti darsi la mano o scambiarsi un abbraccio: ora questo non è più consentito, ma è possibile solo guardarsi negli occhi e sfiorare le racchette.

Qual è la tua intenzione post scolastica? Università, lavoro o carriera nello sport?

Martina: “Non ho le idee molto chiare su cosa farò in futuro, ma mi piacerebbe costruire una carriera incentrata sulla mia passione. Inoltre una volta finite le superiori vorrei frequentare l’università, anche se non so ancora quale facoltà.”

Alessia: “Il mio sogno sin da bambina è sempre stato quello di viaggiare e studiare all’estero. Infatti in questo momento sto svolgendo alcuni esami per ottenere una borsa di studio nei college negli USA in quanto atleta: potrò giocare a tennis per le università americane (un po’ come nei film), riuscendo così a conciliare tennis professionistico e studio.”

Hai partecipato a dei tornei importanti? Hai vinto qualche medaglia o coppa? 

Martina: “Il torneo più importante a cui ho partecipato è il “torneo a squadre regionale”. Fino ad ora ho vinto alcune coppe, ma spero di poterne vincere altre in tornei più importanti.”

Alessia: “Partecipo a molti tornei in tutta Italia, ma anche all’estero: ho giocato in Paesi come Norvegia, Danimarca, Malta, Austria e Grecia. Ho moltissime coppe e a volte mia nonna, quando torno a casa con una nuova, mi chiede di tenerla in bella vista nella sua cucina. Penso che questo momento sia addirittura più bello di vincere la partita stessa.”

Secondo te, il rapporto allenatore-allievo, quanto è importante per una buona rendita in campo?

Sia Martina che Alessia ritengono che, nonostante il tennis sia uno sport individuale, è fondamentale avere un buono staff alle spalle.

Come ci ha detto Martina, l’allenatore diventa una figura su cui fare affidamento e con cui confrontarsi per migliorare; lo stesso pensa Alessia, che ci ha riferito: “non si può dipendere completamente dal proprio allenatore, ma se c’è un buon feeling è più facile giocare in campo e allenarsi al meglio.”

Hai qualche portafortuna o qualche “rito” pre giocata? 

Martina non è una persona scaramantica, ma prima di ogni partita ascolta sempre le sue canzoni preferite, in grado di darle la carica giusta per giocare. Inoltre durante le partite utilizza sempre lo stesso antivibratore, che serve per ridurre la vibrazione delle corde della racchetta, perché spesso le ha portato fortuna.

Invece Alessia, quando gioca un match mette sempre due polsini, uno per ogni mano, mentre in allenamento ne mette solo uno sul polso destro. Prima del servizio invece, ruota la racchetta un certo numero di volte, un po’ come se fosse un rito scaramantico.

Come avrete intuito da questa intervista, cari lettori, la determinazione nello sport, così come nella vita, è fondamentale per il raggiungimento di vette sempre più alte. Ed è proprio questo che auguriamo anche alle nostre ragazze: che raggiungano tutti gli obiettivi prefissati e che non smettano mai di sognare, perché del resto come diceva Walt Disney, “se puoi sognarlo puoi farlo.”

Lorena Alghisi e Anna Mena, 5L

Una risposta a “Tennis: tra passione e “American dream””

  1. Ciao Alessia Karol,

    non sono sicuro che ti ricordi di me quindi mi ripresento:
    sono Persello Walter (Guglielmo Pietro, io di nomi modestamente ne ho tre)
    il tuo ex profe di Matematica in 2 ^L-Liceo Linguistico Lorenzo Gigli A.S. 2018-2019
    Che ci faccio qui?
    Proprio lo scorso fine settimana ho cenato al Circolo Velico di Sarnico e c’erano dei tizi che parlavano di Licei Sportivi, di alunni/e che giocano/giocavano a tennis e allora anch’io ho detto
    che avevo un’alunna che si impegnava molto nel tennis e anche nello studio e s’era addirittura trasferita dalla Puglia per giocare in Accademia, e questi m’hanno chiesto “Allora adesso che fa? dove gioca? Vince?” Ho risposto “Boh” ma ho promesso che mi sarei informato.
    Oggi avevo un’occasione e sono passato da scuola per vedere se almeno ci sei ancora, se sei ancora in lista in 5^L, ma era un po’ “blindata” per ovvi motivi…quindi ho cercato sul web e ho trovato molte informazioni.
    Sono qui per dirti che tifo ancora per Te, innanzitutto come persona, e poi anche come atleta e perché no come studentessa… e vai con l’”American dream”, you already SIGNED.

    Bye by Walter

    P.S.: Vista la giornata avrai sistemato la prova di matematica, scusa l’endorsement ritardato.

    P.S. P.S. : ma l’Alghisi beve ancora Tisane DRENANTI o le funzioni si sono regolarizzate?

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