#versozerosprechi

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Mentre molte foreste del nord Europa vengono abbattute per produrre fazzoletti di carta usa e getta, da molti anni a questa parte in Africa un gruppo di giovani senegalesi contrasta il fenomeno della desertificazione con il progetto “La grande muraglia verde”. Se ogni albero nel corso della sua vita può assorbire 700 kg di CO2, ciò potrebbe essere anche un importante strumento nella lotta al cambiamento climatico.

Giovedì 30 settembre, alle ore 9.30, presso l’aula Paolo VI dell’I.I.S. Lorenzo Gigli di Rovato, si è tenuto l’incontro “L’Africa all’Africa: la grande muraglia verde”. Presenti alla riunione personalità di spicco e di riferimento nel panorama della difesa del verde, quali Marco Migliorati dell’Associazione 5R zero sprechi, Manuel Mancuso e Rodolfo Bronzoni della Fondazione CuoreVerde e Daniele Signorini, dell’organizzazione non-profit Piantumazione Selvaggia. Tutti loro, insieme agli altri membri e volontari di queste associazioni, si occupano di salvaguardare l’ambiente in modo da contrastare gli effetti dovuti alla crisi climatica.

L’associazione 5R Zero Sprechi è presente dallo scorso anno all’interno del nostro istituto, chiamata in aiuto per trasformarlo in una scuola plastic free. Grazie al signor Migliorati sono stati messi a disposizione dei contenitori per favorire la raccolta differenziata e, nello scorso Giugno, è stata effettuata la raccolta dei rifiuti nella parte esterna della scuola, quindi nei giardini e nei parcheggi. In questa occasione il nostro Istituto, in collaborazione con 5R e Green Heart Foundation, ha posto all’attenzione dei partecipanti il tema ambientale legato al territorio africano, tema che sta molto a cuore alla scuola e che si pone in continuità con altre nostre iniziative che prevedono azioni concrete e momenti di incontro su tematiche ambientali.

La Fondazione CuoreVerde è nata in Costa d’Avorio e, insieme a moltissime altre associazioni, sia regionali che internazionali, è riuscita a dar vita all’iniziativa della Grande Muraglia Verde. I membri di questa fondazione hanno molteplici valori, quali coltivare pace e solidarietà, offrire e donare; vengono definiti “portatori di pace”, infatti sono stati anche candidati per il premio Nobel. La “grande muraglia verde” è un progetto sensazionale che ha già permesso di piantare più di un milione e duecentomila alberi in Africa, in particolare nella zona del Senegal, Mali e Burkina Faso; in modo tale da ricostruire ecosistemi distrutti, permettere alle popolazioni vicine di non migrare e poter nutrire il loro bestiame, riavviare il commercio della gomma arabica e specialmente proteggere l’atmosfera e il pianeta.

Noi studenti siamo le generazioni future e per questo siamo stati chiamati ad attivarci subito per contribuire al miglioramento della situazione generale. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa perché oltre al surriscaldamento globale, agli incendi e ai numerosi disastri naturali dovuti all’uomo, anche la deforestazione del Nord Europa per i fazzoletti di carta e la carta monouso è una problematica da risolvere; come ci ha spiegato il signor Migliorati, i fazzoletti monouso erano nati per un’emergenza, ma da emergenza si sono trasformati in un’abitudine.

L’invito perciò è quello di prendere parte ad iniziative relative alla salvaguardia dell’ambiente, come partecipare a una giornata di piantumazione con l’associazione Piantumazione Selvaggia: nata nel 2019 da un gruppo che in precedenza faceva guerrilla gardening (una forma di giardinaggio praticata su terreni sui quali non si ha il diritto legale di coltivare, come terreni abbandonati, aree dismesse o proprietà private), si è trasformata in un’associazione che coinvolge persone di tutte le età, bambini compresi, nella piantumazione di alberi in tutto il Nord Italia. Tramite il loro operato riescono a donare sia la vita, tramite gli alberi piantati, sia fortissime emozioni per chi li pianta

In generale bastano anche dei piccoli gesti, come ridurre l’utilizzo di plastica, per fare la differenza: dobbiamo lasciare il mondo in condizioni migliori rispetto a come lo abbiamo trovato.

Lorena Alghisi

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