Stream of consciousness

Stream of consciousness

Non so più come comportarmi. Ho paura, sono arrabbiata, sono frustrata.Vorrei liberarmi, ma non so esattamente come fare, quindi proverò a scrivere.

Lo ha “fatto” anche Stephen King, lo sapevi? Scriveva delle sue paure, delle cose che gli capitavano.

Se non ricordo male, aveva anche scritto di come un uomo avesse ucciso e torturato la sua professoressa dopo un litigio; pensa che ironia avevano discusso perché a lei non piaceva un suo tema. King aveva deciso di trascrivere i suoi pensieri su carta, sia per calmarsi che per potersi liberare. 

Io non voglio fare nulla del genere, anzi, voglio raccontarti una storia.

Questa storia parla di me. Tu non mi vedi, ma io sono sempre con te. Una vocina che ogni tanto parte piccina piccina e che si fa sempre più forte, oppure svanisce e si spegne. 

Sono la tua coscienza. 

A volte mi senti, a volte no. A volte mi ignori, a volte prendo il sopravvento su di te.

Ero a scrivere quella “storia” per conto di Stephen, e devo dire che è uscita piuttosto bene.

Ti faccio altri esempi? Forse mi riconoscerai meglio. 

Ero io a guidare le mani del caro Jack lo Squartatore mentre uccideva e squartava (per l’appunto) quelle cinque donne. Devo ammettere che è stato divertente. 

Sono io che sto leggendo per te questa storia nella tua mente.

Sai meglio di me che posso essere molto persuasiva, potente e distruttiva. Sono una bastarda insomma! Mi sono fatta casa nella tua testa, posso farti male senza che tu ne accorga; a volte sono buona e posso anche aiutarti, ma solo se ne ho voglia, ovviamente. 

Socrate mi aveva individuata e definita come un demone e ammetto che non ci è andato poi così lontano.

Guardati, guarda come stai riflettendo su tutti i tuoi cattivi pensieri, su tutti gli insulti pensati e mai detti, su quei ‘film mentali’ che hai definito strani, inquietanti e macabri. 

Ah, adesso capisci tutto quel che ho fatto per te? Solo adesso stai realizzando che quando avevi paura del buio, da bambino, ero io a rassicurarti nella tua testolina mentre facevo sparire tutti quei brutti mostri che vedevi ovunque nella tua cameretta. 

Solo adesso tu, caro lettore, ti stai rendendo conto di quando io sia importante per te. Ti ricordi quando non volevi dire ad Anna che ti piaceva, eppure ti ho convinto… e alla fine vi siete baciati. Te lo ricordi? sì? 

Ti rammenti quando non sapevi come dire ai tuoi genitori che eri stato bocciato e ti ho aiutato a dirglielo senza che si arrabbiassero troppo? Ah, vedo con piacere che te lo ricordi! 

Devi sapere, mio caro amico, che io e te avremo ancora tanto, tanto tempo per divertirci insieme, come quando ti dirò di… non te lo dico, lo scoprirai presto… a tempo debito. Perché scoprire ora le mie carte e perdere tutto il divertimento? Perché rinunciare all’effetto sorpresa? Arrivederci… a molto … molto presto.

Irene Quarena, 4L

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